Ha preso il via, oggi 3 settembre, per la prima volta a Casalnuovo di Napoli, l’edizione 2026 del Festival del Libro Indipendente, la rassegna che trasforma il territorio in un polo di attrazione culturale per editori, autori e lettori da tutta Italia. Fedele alla sua natura, dopo le incresciose vicende che lo hanno portato via da Pomigliano d’Arco, il FLIP fa esattamente ciò che il suo nome inglese promette: ribalta la prospettiva, sovverte il conformismo e trasforma un momento di possibile blocco in una forte lezione di resistenza culturale, capace di abbattere le barriere geografiche e ideologiche per costruire ponti attraverso la lettura e la bibliodiversità.
noemi de rosa
Casalnuovo di Napoli torna a respirare il profumo della carta stampata, della saggistica impegnata, della narrativa emergente e dell’illustrazione d’autore. Si accendono i riflettori sul FLIP 2026 – Festival del Libro Indipendente, una manifestazione giunta alla sua maturità che negli anni si è affermata come un appuntamento di rilevanza nazionale. Nato dalla cooperazione tra librerie indipendenti locali, associazioni del territorio, case editrici e istituzioni, il FLIP si è distinto fin dai suoi esordi per un approccio coraggioso, con la grande ambizione di dare voce all’editoria indipendente, troppo spesso soffocata dai grandi gruppi distributivi. Lo fa proponendo un modello di fiera diffusa e inclusiva, quelle che durante la conferenza stampa Ciro Marino ha definito anche “oasi“.
A guardarla ora, quella “P” finale sa di amaro: quella lettera all’interno dell’acronimo omaggiava proprio Pomigliano d’Arco, la città dove il progetto è nato e da cui è stato di fatto estromesso per precise ragioni politiche e di dissenso con l’amministrazione locale. Ma invece di spegnersi, la rassegna ha fatto del proprio nome un destino. In inglese, infatti, to flip significa proprio “capovolgere“, “sovvertire“, “girare pagina“: ed è esattamente ciò che gli organizzatori, insieme alla comunità di Casalnuovo che li ha accolti a braccia aperte, hanno saputo fare. A partire da quel post che ha fatto il giro delle testate nazionali in cui veniva ribadito che il flip non si piega, fino alla costruzione di un programma ricco che animerà il territorio, con workshops ed incontri con gli autori, dal 3 al 6 settembre 2026.
Nelle ultime edizioni, il festival ha registrato numeri in costante crescita, accogliendo decine di marchi editoriali da ogni regione d’Italia. Questa edizione, che proprio oggi prende il via, ne è la riconferma: a Casalnuovo grandi nomi della letteratura, della saggistica e del giornalismo di inchiesta, accanto ad illustratori ed esperti di letteratura per l’infanzia. Il cartellone di quest’anno si presenta ricco e articolato, spaziando dalla narrativa contemporanea alla poesia, fino al graphic novel e ai panel sull’editoria del futuro. A guidare gli incontri del programma per adulti ci sarà la giovane scrittrice Flavia Di Mauro, che introdurrà i dibattiti liberi e diretti tra lettori, autori e saggisti, tutti lontani dalle dinamiche commerciali di massa e dal controllo politico che da sempre hanno caratterizzato il FLIP.
Ai nostri microfoni Fabio D’Angelo, presidente del festival fin dalla sua nascita, ci ha detto che la volontà è quella di creare una sorta di “comunità da campeggio” in cui la cultura si vive, si respira, si trasmette e si confronta. Sarà forse per questo che il programma del FLIP 2026 non appare come una semplice sequenza di presentazioni, ma un vero e proprio percorso concettuale ideato per stimolare il pensiero critico, dare spazio alle voci fuori dal coro e favorire l’incontro diretto tra chi i libri li scrive, chi li pubblica e chi li legge. Insomma, questa edizione del FLIP è da non perdere, anche e soprattutto perché è la dimostrazione plastica che le idee non si possono sfrattare. Sradicato da Pomigliano d’Arco ma rinato più forte a Casalnuovo, il festival dimostra che la cultura indipendente non cerca patroni, ma spazi vivi. L’invito per i cittadini e per gli appassionati di tutta la Campania è quello di affollare gli stand, rivendicare il diritto al dubbio e partecipare a questa festa del libro che ha saputo ribaltare la censura in una vittoria collettiva. Insomma, questa edizione del FLIP è da non perdere, anche e soprattutto perché è la dimostrazione plastica che le idee non si possono sfrattare. Sradicato da Pomigliano d’Arco ma rinato più forte a Casalnuovo, il festival dimostra che la cultura indipendente non cerca patroni, ma spazi vivi. L’invito per i cittadini e per gli appassionati di tutta la Campania è quello di affollare gli stand, rivendicare il diritto al dubbio e partecipare a questa festa del libro che ha saputo ribaltare la censura in una vittoria collettiva.
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