Altroconsumo ha confrontato 1,5 milioni di prezzi in 1.158 supermercati, ipermercati e discount di 67 città italiane. L’indagine mostra come scegliere le insegne più convenienti possa far risparmiare fino al 40% sulla spesa media annua. Scopri quali sono le catene più economiche dell’indagine per ogni tipo di spesa, i punti vendita dove si spende meno nella tua città e i capoluoghi in cui scegliere bene il supermercato fa risparmiare di più.
noemi de rosa
I risultati della indagine di Altroconsumo in 67 città italiane (1,5 milioni di prezzi rilevati in 1.158 supermercati, ipermercati e discount) parlano chiaro: scegliere bene l’insegna, il punto vendita e il tipo di prodotto da mettere nel carrello può far risparmiare cifre molto più alte di quanto si potrebbe immaginare. Ma quali sono le catene e i punti vendita più economici della rilevazione prezzi di quest’anno? E quanto si può risparmiare?
Fino a quanto si può risparmiare
Una famiglia di quattro persone che in media, secondo le stime di Altroconsumo, spende 9.450 euro all’anno per la spesa, può risparmiare ben 3.790 euro (cioè il 40%) se compra i prodotti più convenienti nella catena più economica dell’indagine, il discount Eurospin. Quanto si può risparmiare, invece, se si preferiscono i super e i prodotti di marca e si sceglie il negozio più conveniente che è in città, invece di quello più caro? Fino a 1.390 euro all’anno per la famiglia media italiana nel capoluogo con più concorrenza della nostra rilevazione, Milano.
Non è poco in tempi di prezzi che comunque restano elevati, pur aumentando più lentamente: +1% a febbraio-marzo 2026 nei discount, iper e super visitati, contro il +2% rilevato nel 2025. Ma, appunto, non dimentichiamoci che arriviamo da anni di forte inflazione (nel 2023 avevamo registrato un +12%) e che, nel frattempo, è scoppiata la guerra in Iran, con rincari su petrolio ed energia che già hanno mostrato i loro effetti sull’inflazione generale e che potrebbero ancora avere ripercussioni sulla spesa.
Le insegne (super, iper e discount) più economiche dell’indagine per tipo di spesa
Quelle che mostriamo a seguire sono le classifiche delle insegne meno care dell’indagine, per vari tipi di spesa: con i prodotti più economici presenti sullo scaffale, con i prodotti del marchio del supermercato, i prodotti di marca e per una spesa mista (con tutti i tipi di prodotto).
Come leggere le classifiche: cosa significa l’indice 100
I prezzi rilevati sono stati elaborati per costruire un indice di competitività, che misura quanto ogni catena sia conveniente nelle città in cui è presente, a seconda del tipo di spesa (maggiori dettagli sul metodo dell’indagine nell’ultimo paragrafo). Assegniamo l’indice 100 alla catena più economica di ogni classifica. Gli altri indici sono attribuiti su base percentuale. Quindi, indice 110 significa che la catena è più cara del 10% rispetto a quella più economica.
Prodotti più economici: vince Eurospin
Eurospin (con punteggio 100) è, anche quest’anno, la catena dell’indagine dove si può spendere meno in assoluto: è infatti l’insegna prima in classifica per i prodotti più economici presenti sullo scaffale. In generale i discount dominano le prime posizioni di questa classifica e, rispetto al 2025, mostrano anche alcuni miglioramenti quanto a convenienza. Arretrano invece super e iper, per i quali diventa sempre più difficile competere sul terreno del primo prezzo: la prima insegna tradizionale, Ipercoop, la troviamo a 117 punti, il che vuol dire che i prezzi sono il 17% più alti rispetto al primo discount. Da notare anche l’ampia distanza tra la vetta e le insegne di fondo classifica, come Carrefour Market, a ben 135 punti. In pratica, chi cerca la massima convenienza per questi prodotti ha grandi possibilità di risparmio, se sceglie bene.
Attorno all’indagine di “Altroconsumo” Chiara Amati sul “Corriere Cook” ha tratto alcune importanti considerazioni.
Il punto vendita meno caro tra quelli visitati è a Treviso
Accanto alle classifiche delle insegne, Altroconsumo ne ha realizzata un’altra dedicata ai singoli punti vendita visitati nelle 67 città. È una distinzione importante: in questo caso vengono confrontati supermercati e ipermercati sulla base dei prezzi dei prodotti di marca più diffusi. Il negozio che ottiene l’indice più basso dell’intera rilevazione è il Mega di Treviso, con 100. Al secondo posto, con indice 101, si trovano due Coop di Lucca e l’Iperal di Cinisello Balsamo, nell’area milanese. Secondo i calcoli dell’associazione, scegliendo questi punti vendita la spesa annua si aggira intorno ai 6.500 euro, circa 900 euro in meno rispetto ai 7.390 euro della spesa media familiare al supermercato utilizzata come riferimento dall’indagine e stimata sulla base dei dati Istat. Nelle prime posizioni compaiono diversi punti vendita del Nord, soprattutto in Veneto e Lombardia, ma quest’anno emerge anche la Toscana. Al Sud, il primo negozio in classifica è lo Spazio Conad di Cavallino, vicino a Lecce, con indice 107, seguito dallo Spazio Conad di Taranto e dall’Ipercoop di Foggia, entrambi a 108.
Le città dove la spesa costa meno
Se invece di confrontare il negozio più economico con quello più caro si considera il costo medio della spesa nelle città analizzate, è la Toscana a dominare la classifica. Pistoia, Lucca, Firenze e Prato risultano le città meno care dell’indagine, con una spesa media familiare di circa 6.900 euro l’anno. Seguono Mantova e altre città toscane e venete. All’estremo opposto si trovano Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa media stimata arriva a circa 7.700 euro. Anche a livello regionale emergono differenze: Veneto e Trentino-Alto Adige risultano le regioni meno care tra quelle analizzate, con circa 7 mila euro di spesa familiare annua, mentre Val d’Aosta e Lazio arrivano a circa 7.900 euro, il 13% in più.
Come è stata realizzata l’indagine
Tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 Altroconsumo ha registrato i prezzi in 1.158 supermercati, ipermercati e discount selezionati secondo criteri di rappresentatività territoriale. Per ciascuna delle 124 categorie considerate, individuate tra quelle più acquistate secondo l’Istat, sono stati rilevati i prezzi dei prodotti effettivamente presenti sugli scaffali al momento della visita, comprese le promozioni. I punti vendita non erano stati avvisati dell’arrivo dei rilevatori. Per entrare nelle classifiche nazionali, supermercati e ipermercati dovevano essere presenti in almeno cinque regioni e Altroconsumo doveva aver visitato almeno nove loro punti vendita; per i discount sono state considerate le insegne delle quali erano stati visitati almeno 25 negozi. Per questo è importante parlare delle insegne e dei punti vendita più convenienti dell’indagine, non dei supermercati più economici d’Italia in senso assoluto. Il risultato, però, resta significativo: a seconda dell’insegna, del singolo negozio e soprattutto del tipo di prodotti che scegliamo, la spesa può avere un peso molto diverso sul bilancio familiare.PostShare















