Di fronte alla tragedia di una famiglia che si arrende e lascia scritto “non ce la facciamo più”, non possiamo più tacere. Non è solo il fallimento della politica: è la sconfitta della nostra umanità. I pensatori, i poeti e le grandi guide spirituali di ogni tempo ce lo hanno sempre ricordato: Innanzi tutto la dignità incondizionata. Immanuel Kant diceva che le cose hanno un prezzo, ma l’uomo ha una dignità. Ciò che ha dignità non si misura in base alla forza, alla produttività o all’efficienza. Ogni vita che nasce vale per il solo fatto di esistere.
con gli occhi di pasquale | la rubrica di pasquale abete
L’amore che diventa cura. Martin Luther King ricordava che la vera grandezza di una società si misura da come si prende cura dei suoi figli più deboli e vulnerabili. Gli faceva eco Madre Teresa di Calcutta: “Non possiamo fare grandi cose, ma solo piccole cose con grande amore.” La cura non è beneficenza, è la sostanza dell’umanità. L’intreccio delle nostre anime: Nella filosofia africana dell’Ubuntu si insegna: “Io sono perché noi siamo”. Nessun genitore è un’isola. Nessun bambino con disabilità grave appartiene solo a una madre o a un padre: è un figlio dello Stato, un figlio di ciascuno di noi.
La vita come valore supremo. Il poeta Giuseppe Ungaretti, immerso nel dolore, scriveva di essere “attaccato alla vita” come un fiore sulla roccia. E Rita Levi-Montalcini ci ha insegnato che il valore della vita non sta nella sua perfezione fisica, ma nella capacità di donarsi e di aiutare gli altri. Ai nostri parlamentari, a chi siede tra le istituzioni, chiediamo di fermarsi e ritrovare il cuore. Guardate oltre i bilanci e le burocrazie. Sancite che chi nasce è civilmente e prioritariamente tutelato dalla comunità intera. Riconoscete i caregiver familiari non come eroi solitari da abbandonare, ma come pilastri da proteggere. Mettete la vita, la cura e la dignità al primo posto. Prima che sia, ancora una volta, troppo tardi. Il respiro che ci unisce – Nati per condividere












