“Il Cittadino” è una testata giornalistica nata sul finire del Novecento quando il giornalismo era altro con molto più rigore. Nacque in una delle province più inquiete e contraddittorie d’Italia: quella napoletana. Quella dove il fenomeno della corruzione e della camorra ha segnato intere parti per tanti anni. Noi scegliemmo di vivere e restare qui praticando con il giornalismo, impegno civile, lotta alla illegalità e alla corruzione. Invitando chiunque a fare rete, ad osservare legalità, a raccontare storie vere. Lungo un’esperienza umana, professionale e civile durata ben più di un decennio, il gruppo redazionale che ebbi il privilegio di guidare si mobilitò su molti fronti: l’ambiente, la cittadinanza attiva, i diritti dei più indifesi e fragili, la cultura, la scuola, la legalità, la lotta ai privilegi, lo sviluppo dei territori, la meritocrazia, l’invito alla buona politica per chi sceglieva di fare politica.
di francesco de rosa
Noi facemmo informazione come si faceva allora: su carta stampata. Con riscontri, verifica delle fonti, documenti alla mano. Con cadenza periodica che scandiva i mesi, le settimane e trovava davanti alle edicole, in free press, tanti cittadini della provincia di Napoli, a partire da Sant’Anastasia, dove il giornale nacque, tante persone liete di aspettare e di avere una copia per potersi informare, capire, riflettere, scegliere da che parte stare.
Lungo il percorso nacque il “Premio Fontana d’Argento” la cui prima edizione fu nel 2006. Un premio che in cinque edizioni ha dato tributo a tanti nomi simbolo. Nel 2007 al teatro Metropolitan di Sant’Anastasia Rita Borsellino, Gino Nicolais, Roberto de Simone, Enzo Avitabile e tanti altri. Così nel 2008. Nel 2012 presso il chiostro del Santuario di Madonna dell’Arco dove premiammo Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre, Louis Siciliano ed altri. Nel 2016 presso la chiesa madre di Santa Maria la Nova dove premiammo Maurizio Patriciello, Franco Roberti, Antonio Giordano ed altri.
Edizioni fatte a salti di anni. Ogni volta che si vinceva la difficoltà ad affermare le buone pratiche civili, stili di legalità e non di corruzione ma anche la buona abitudine di segnalare e lodare le virtù di quei concittadini che vivono di coerenza, che non hanno problemi con la giustizia, che non sono stati condannati, che non dicono menzogne. E soprattutto che praticano la legalità a qualsiasi costo. Da poche settimane abbiamo ripreso tutto questo e collegato alla testata storica che ha lo stesso nome, l’edizione digitale di cui il giornalismo oggi si compone.
Finito l’inverno delle istituzioni locali, soprattutto a Sant’Anastasia ma non solo, riprendiamo da qui tutti i temi e gli impegni di cui siamo fatti. Anche il “Premio Fontana d’Argento” riprenderà vita trovando una prossima edizione alla quale abbiamo in mente di invitare diversi nomi che la legalità la praticano per davvero: nelle imprese, in politica, nelle istituzioni, negli enti, nelle Forze dell’Ordine, nelle professioni, nella società civile.
Così parleremo qui di legalità anche prima della prossima edizione, prevista e già programmata per l’autunno che viene e del “Premio Fontana d’Argento” che sarà nel Festival itinerante della Giustizia Sociale dal titolo “manifesti per la legalità”, in collaborazione con diversi Enti pubblici, l’Arma dei Carabinieri, diverse scuole della provincia di Napoli, con Associazioni che sono in prima linea; con intellettuali, docenti impegnati, artisti ed imprenditori, magistrati, penalisti, sindaci e politici che (da diversi ed opposti fronti) non hanno paura di fronteggiare in malaffare; con la rivista “la camorra vista&rivista” a cui pure demmo vita. E con altre importanti realtà del mondo civile e sociale, ricostruiremo fatti e vicende di chi sarà presente e coinvolto in quella occasione.
Il racconto di legalità durerà tutto l’anno con l’obiettivo di segnalare, documentare e fare focus su tutte quelle esperienze ed esistenze che non accettano compromessi, che non fanno legalità di facciata. Che anzi hanno denunciato e denunciano tutte le volte che occorre chiunque si muove per corrompere, per fare affari loschi ed impedire di fatto la pratica della legalità.
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