A Pompei (e in tante altre antiche città romane) usavano un sistema di pietre rialzate per attraversare la strada e proteggere i pedoni dal fango, senza intralciare il passaggio dei carri. Nell’antica Pompei, le “strisce pedonali” erano grandi blocchi di pietra squadrati e rialzati posizionati in mezzo alla strada. Servivano ai cittadini per attraversare la via e camminare da un marciapiede all’altro senza bagnarsi i piedi o calpestare il fango e i rifiuti che scorrevano lungo le carreggiate.
Alla fine è assodato. A Pompei c’erano già le strisce pedonali, ma non erano fatte come quelle bianche moderne. Nelle strade di Pompei e di altre città romane si incontrano spesso grandi pietre rettangolari (ora dai bordi arrotondati, per usura), rialzate rispetto alla sede stradale e disposte in file trasversali rispetto alla carreggiata, come passaggi per collegare i due lati dei marciapiedi.
A prova di fango e carri
Sono i “passaggi pedonali”, pensati e realizzati per non intralciare il transito dei carri e per consentire l’attraversamento pedonale senza il rischio di bagnarsi o sporcarsi per l’acqua piovana o quella di scolo, o di finire negli ampi solchi lasciati dalle ruote.
Ingressi
In alcuni casi, come nel punto di congiunzione tra Via dell’Abbondanza e il Foro, le vie erano sbarrate da cippi o pilastrini in marmo, tufo e basalto per delimitare vere e proprie aree pedonali o per sancire limiti sacri o amministrativi.
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