SANT’ANASTASIA (NA) – Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo una lettera aperta scritta oggi da una insegnante che per alcuni anni è stata nelle stesse scuole gestite dalla dirigente Angela De Falco presso il comune di Sant’Anastasia (Napoli). Scritta all’indomani di un’altra lettera aperta che la De Falco ha pubblicato, ad effetto sorpresa per l’inizio dell’anno scolastico, con destinatario l’amministrazione comunale. Tutto giusto se non si trattasse dell’amministrazione ostile all’amministrazione comunale che ci sarebbe stata se la De Falco, candidata alle elezioni comunali del maggio scorso a Sant’Anastasia. avesse vinto e lei avesse fatto l’assessore alla Pubblica istruzione come aveva già detto all’intero mondo della scuola anastasiana a cui aveva chiesto il voto e fatto campagna elettorale. Ecco allora integralmente la lettera che abbiamo ricevuto dall’insegnante che ha chiesto ed ottenuto di rimanere nell’anonimato per non creare scontri e quindi intralcio al suo delicato lavoro di insegnante visto che continua a lavorare anche quest’anno in una scuola anastasiana diversa da quella nella quale è dirigente Angela De Falco.
“Cara dirigente Angela De Falco…
Le scrivo questa lettera dopo aver letto la sua di lettera indirizzata all’amministrazione comunale attuale verso la quale, chiaramente come tutti sanno, lei è stata da sempre ostile e persino candidata con la parte opposta. Le dico da subito che sono rimasta nauseata per il pessimo esordio con cui lei ha iniziato l’ultimo anno della sua carriera scolastica. Finalmente il prossimo anno lei andrà via da Sant’Anastasia e le scuole di questo posto avranno maggiore serietà e meno politica al loro interno. Le scrivo e devo trattenermi dalla polemica personale. Ma vorrei ricordare a lei e a tutte le persone che ci leggeranno tutte le volte che lei ha agito con faziosità, con una personalizzazione esagerata, con l’obiettivo di affermare che lei era al di sopra di tutti e la migliore di tutti. Tanto è vero che non sono stata solo io ad avere scontri con lei ed un pessimo rapporto dal primo giorno che ho fatto servizio nella scuola da lei gestita. Non mi sono mai piaciuti i protagonismi, le classi divise per raccomandazione, per classi sociali, per servilismi. Io non facevo parte del gruppo di insegnanti costrette o liete di osannarla e riverirla. Ero nel gruppo pure nutrito che non stimava il suo modo di fare. A tal punto che ho cercato dopo poco di essere adoperata in una scuola diversa. Una scuola dove la politica resta fuori la porta, dove l’imprenditore che ha i soldi perché è il capo di un’azienda che non rispetta i lavoratori è diventato sempre di più il suo manipolatore e la sua scuola un affare privato. A cui lei faceva favori e da cui riceveva favori. In questo modo la gestione della sua scuola è finita in un vicolo cieco. Si è politicizzata, è diventata il luogo dove fare propaganda elettorale avendo lei stessa candidata con l’ex sindaco che, come tutti sanno, è stato condannato per avere chiesto tangenti. Era quello che dall’inizio non aveva mai avuto stima per lei lei mai stima per lui. Poi l’imprenditore ha lavorato per il suo politico e assieme hanno ottenuto che la scuola da lei gestita diventasse il luogo della loro e della sua campagna elettorale. Quello che mi hanno raccontato le mie ex colleghe e colleghi del periodo di campagna quando lei ha fatto telefonate a tutti quelli che oggi lavorano nella scuole da lei gestita e non soltanto per avere i voti è semplicemente vergognoso per etica e anche per il rispetto dei luoghi della scuola. Mi riferivano come lei prendeva già appunti per preparare il lavoro dell’assessorato che le avevano promesso se veniva eletto lo stesso sindaco condannato per tangenti che lei disprezzava prima di diventare la sua candidata e sostenitrice. Ma così non è andata. I cittadini e persino le tante persone perbene che lavorano nella scuola gestita da lei non l’hanno votata. Il suo sindaco è stato bocciato ma lei continua a fare politica ora che il suo ruolo dovrebbe osservare il rigore e la serietà che lei non dimostra di avere. Tutti ancora ricordano quando all’interno delle scuole gestite da lei come era servile con la vecchia amministrazione e come assieme al vecchio amministratore volevate dare l’idea falsa che le sue scuole erano il top delle scuole e l’amministrazione dei suo amico era impeccabile come la sua scuola. La favola è finita, cara De Falco, ma lei continua a fare politica nella scuola pubblica locale.
Non solo. Ho trovato molto indecente quello che ha scritto nella sua lettera pubblicata poche ore prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, il suo ultimo anno visto che andrà in pensione. E trovo indecente ed offensivo verso l’intelligenza dei cittadini e delle famiglie anastasiane che lei faccia l’elogio di un genitore (oggi consigliere comunale di opposizione) che era candidato con lei nella stessa lista e facevate coppia sul santino elettorale e nella ricerca di voti. Come trovo indecente che lei si sorprende nella sua lettera scritta ad arte per fare presa con quella meraviglia molto surreale che lei mostra per il lavoro di tanti genitori e famiglie che sostengono la scuola dei loro figli. Da che ricordo e vedo è stato sempre così in ogni scuola e in ogni epoca storica.
Dalla scuola dove lavoro molti hanno già scommesso su quello che lei farà durante tutto l’anno scolastico: farà politica e userà la scuola per fare politica. Quella politica utile a lei e ai suoi amici. Il peggio del peggio che ci possa essere in una scuola. Lei non si è arresa alla recente sconfitta elettorale ma ancora di più lei non si arrende da anni e non ascolta la voce libera di tanti insegnanti della scuola pubblica che non sono i “suoi” insegnanti, me compresa, i quali alla fine pur di non vivere in un clima avvelenato dalla sua mania di protagonismo e dal modo con cui lei gestisce la scuola pubblica, hanno preferito andare ad insegnare altrove. Nonostante io stessa come alcune altri insegnanti siamo stati sempre molto chiari più volte nel dirle quello che non andava e continua a non andare bene nel modo di gestire che lei ha scelto e incarna. In effetti anche il suo candidato sindaco che non è meglio di lei aveva detto e scritto della sua mania di protagonismo pubblicamente e più volte. Avete la stessa mania.
Se ne faccia una ragione. Il prossimo anno sarà in pensione. Cerchi di usare questa ultima possibilità, questo suo ultimo anno di lavoro per dare dignità e libertà alla scuola pubblica che lei sta gestendo da anni in cattivo modo a Sant’Anastasia. Non faccia più politica e non usi i diritti delle famiglie e dei bambini per fare opposizione a questa amministrazione esattamente come faceva propaganda all’amministrazione che non c’è più e che lei voleva far vivere. Sarebbe un modo intelligente di sfruttare questo ultimo anno per farla ricordare non come una dirigente pessima perché autoritaria con molti, servile con pochi e affamata di protagonismo personale con tutti. A scuola valgono gli esempi veri e non quelli propagandati come se si fosse ad un teatro. Anche in teatro prima o poi cala il sipario.
Le auguro un buon anno scolastico e spero che lei possa capire il motivo di questa mia lettera aperta dopo la sua di ieri. Ma chi la conosce bene come me è pronto a scommettere che lei continuerà a fare politica sulla pelle dei bambini e delle famiglie come ha sempre fatto. O facendo la vittima o facendo l’eroina. Lei avrebbe tutto il diritto di fare politica ma si dovrebbe dimettere un anno prima della sua pensione dal ruolo che è chiamata a svolgere pagato con i soldi di tutti noi come è pagato il mio stipendio. Ultima cosa. Non avrei avuto nessuna difficoltà a firmarmi come ho sempre fatto e come sempre ho messo la faccia quando lavoravo da lei per dirle che la pensavo diversamente come altri che lavorano nella scuola da lei gestita. Ma il dovere di un insegnante e di una dirigente che lavora nella scuola è anche quello di non creare scontri personali soprattutto se si lavora nello stesso paese. Significa, certo, dire sempre la propria idea perché la cultura e la scuola deve rendere liberi. Ma anche avere la politica sempre ben lontana dalle aule scolastiche. Quello che lei non ha mai fatto.













