“Statemi vicino. Mille di qua e mille di là, perché io sono molto emozionato dopo mesi e mesi che non canto. E questa forse sarà l’ultima volta perché per altrettanti mesi non potrò cantare”, sono le parole emozionanti di Roberto Vecchioni prima dell’esibizione. Dopo diversi mesi lontano dal palco, Roberto Vecchioni è tornato a cantare davanti al pubblico al teatro Brancaccio di Roma. Il concerto, inizialmente previsto per marzo, era stato sospeso a causa dei problemi di salute del cantautore.
“Per me questa è una bellissima serata, non ci avrei rinunciato per niente al mondo perché quando sarei dovuto venire qui un po’ di tempo fa ero in ospedale, con un tubo dentro la gola. E oggi che sono ancora convalescente, ma anche tosto ho rimediato alla mia colpa tornando da voi”, ha dichiarato il cantautore aggiornando riguardo le sue condizioni di salute. Ospite nello studio di In altre parole lo scorso maggio, Roberto Vecchioni aveva parlato del periodo successivo alla malattia e della sua convalescenza: “Ora prendo circa 35 medicine, ma mi sento molto meglio di prima e ho smesso di fumare da quattro mesi”.
Il cantautore aveva confidato anche i suoi cambiamenti fisici e gli interventi subiti, che lo hanno portato a rivedere alcune abitudini personali. In ogni caso, durante la serata il cantautore ha espresso le proprie opinioni sui più recenti avvenimenti di attualità, dalla battuta al Campidoglio “che ha conferito un premio alla cultura a Vanna Marchi e a Stefania Nobile, perché al male non c’è limite”, alla considerazione che “viviamo in un’epoca in cui ci sono contemporaneamente Trump e Putin?”, fino alla dedica all’amico Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto 2026 all’età di 86 anni. “Credo di essere l’unico autore di cui Francesco abbia cantato una canzone non scritta da lui”.
Nel mese di marzo 2025 il concerto di Roberto Vecchioni al Teatro Brancaccio di Roma era stato annullato per problemi di salute. “Ero conciato malissimo. A un’infermiera un giorno ho chiesto: “Sto per morire?”. E lei: “Eh, prima o poi tutti dobbiamo morire”. Al che io ho sbottato: “Bella risposta del c***o!”. Il 23 settembre 2026, invece, aveva tenuto il concerto a Milano, dove aveva invitato anche l’équipe dei medici che l’avevano avuto in cura, compresi quattro cardiologi. “Tre erano contrari a che io cantassi, il quarto invece pensava che avrei potuto farcela. E io ho seguito lui perché era il più simpatico e perché sono convinto che ciò che conta sia l’intenzione, il contenuto e non la forma”.
Dopo quattro mesi di assenza nel programma In altre parole di Massimo Gramellini, aveva spiegato di essere stato male senza accorgersene, fino al punto di non muoversi più. L’intervento dei cardiochirurghi era stato salvifico, ma la convalescenza era stata lunga e per nulla semplice. “Per riprendersi ci vuole un casino di tempo. Avevo cominciato il disco e l’ho lasciato a metà. Fino a 82 anni era andata bene, due tumorini. Ho un carattere forte, adesso è più difficile”, aveva raccontato. Poi, il 25 settembre 2026, in occasione del Premio Charlot, il cantante aveva dovuto annullare la data al Teatro Verdi di Salerno. “Alla mia età succede che il fisico richieda una pausa, mi auguro il più breve possibile”, aveva spiegato.
Nato il 25 giugno 1943 a Carate Brianza, in provincia di Monza e Brianza, il cantautore, paroliere, scrittore, poeta e insegnante Roberto Vecchioni ha vinto alcuni dei premi e dei festival più importanti della musica italiana, come il Premio Tenco, il Festivalbar e il Festival di Sanremo. Le sue canzoni intrecciano i miti della storia, della letteratura e dell’arte e, tra i brani più noti, compaiono successi come Samarcanda, Luci a San Siro e tante altre.
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