L’America’s Cup non poteva avere scenari migliore nell’ultima domenica di settembre 2026, del 27 del mese che si è tenuta nel Golfo di Napoli la giornata finale della seconda regata preliminare di America’s Cup, con la vittoria finale di Luna Rossa che ha battuto in finale l’Emirates Team New Zealand nel match race decisivo. L’onda d’immagine, tutta positiva, che è arrivata in città la dice lunga. Le stime indicano già 690 milioni entro luglio 2027. Dal turismo alla riqualificazione di Bagnoli passando per le infrastrutture e gli sponsor che sostengono il valore economico dell’evento.
Con l’ultima domenica di settembre Napoli è entrata nella fase operativa che la porterà dritta verso la Louis Vuitton 38ª America’s Cup, evento sportivo che punta a trasformarsi nel contempo anche in una grande occasione economica per la città e per il territorio. Il 22 settembre, anch’esso di domenica, è partito ufficialmente il conto alla rovescia a Piazza Vittoria dove sono state accese le lancette che segnano l’avvicinamento alla competizione dell’anno prossimo. Un passaggio rapido per il 27 settembre e il Golfo del capoluogo partenopeo ha ospitato le regate preliminari con gli AC40, tra Castel dell’Ovo e Posillipo.
Il sistema Italia fa sintesi a Napoli dove la posta in gioco non riguarda soltanto la vela. Secondo le stime del ministero del Turismo e della Luiss Business School, l’impatto economico della Coppa America potrebbe superare i 690 milioni di euro entro luglio 2027, arrivando fino a 1,2 miliardi nel medio-lungo periodo. A sostenere questa previsione sono soprattutto la crescita dei flussi turistici, gli investimenti infrastrutturali e l’esposizione internazionale garantita dalla manifestazione.
America’s Cup, quanto può valere per Napoli
Napoli si trova inoltre in una fase di forte crescita turistica con l’America’s Cup. Per il solo mese di settembre sono attesi fino a 2,2 milioni di arrivi, circa la metà dall’estero. La manifestazione sportiva si inserisce così nel processo di riposizionamento della città, che sta attirando nuovi segmenti, dal turismo congressuale a quello del lusso e della nautica di alta gamma.
Un altro capitolo riguarda Bagnoli, destinata a diventare uno dei principali lasciti dell’evento. Il dragaggio dei fondali ha raggiunto l’80%, mentre procedono le opere marittime e la realizzazione delle basi dei team. Il piano complessivo di rigenerazione urbana mobilita circa 1,7 miliardi di euro, tra bonifiche e interventi di riconversione. Anche il modello economico sta cambiando. La America’s Cup Partnership punta a coordinare i team e a rendere più strutturati e prevedibili i ricavi derivanti da sponsorizzazioni, hospitality, diritti audiovisivi e merchandising. Nel progetto sono coinvolti partner come Louis Vuitton, UniCredit, Msc Cruises e Omega, con accordi di lungo periodo.
La nuova edizione introduce inoltre un budget cap di 75 milioni di euro e prevede il riutilizzo a Napoli degli AC75 della precedente edizione. L’obiettivo è contenere i costi e ampliare progressivamente la partecipazione, mantenendo al tempo stesso l’elevato livello tecnologico che caratterizza la competizione. Il viaggio è partito ed entrato nella fase operativa. Tutti quelli che hanno potuto godere dello scenario che ha accompagnato le regate preliminari ora sanno fin dove può arrivare l’effetto Napoli sulla Louis Vuitton 38ª America’s Cup e viceversa.
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